One Piece Gold / Informazioni / Flashback / Noland

 

A cura dei Cacciatori di Taglie

 

Nel manga il Flashback si trova nel volume 31 e si svolge tra i capitoli 286 e 292.

Si svolge 400 anni prima delle vicende attuali, per lo più sull'isola di Jaya, e
ne veniamo a conoscenza dai pensieri di Wiper, mentre quest'ultimo osserva impotente l'atto di distruzione di Ener su Skypiea. Tutto inizia con una panoramica sulla costa di Jaya, quando ci rendiamo subito conto della brutale potenza di Calgara, il grande guerriero di Shandora, mentre stermina l'equipaggio di una nave che si era avvicinata all'isola. Depreda i marinai di tutto ciò che hanno e brucia la nave, lasciandoli scappare a bordo di alcune scialuppe.
La scena si sposta poi su un'imbarcazione, molto malridotta a causa delle intemperie, proveniente dal regno di Lvneel. Si tratta della nave capitanata da Noland, che si presenta subito come un uomo molto forte e d'onore. Riesce a catturare infatti un pesce di considerevoli dimensioni e issarlo a bordo, dopo essersi tuffato da solo nelle gelide acque della rotta maggiore, per procurare del cibo ai suoi uomini, ormai a digiuno da diverso tempo.
Egli sente in mezzo alla tempesta il bellissimo suono di una campana, che lo guida verso la terraferma dopo due anni di navigazione.
Noland e i suoi sbarcano a Jaya il 21 Maggio del 1122 dell'era Kaien, mentre la popolazione dell'isola sta attraversando una crisi di proporzioni mai viste prime.
E' in corso infatti un'epidemia che ha ormai decimato gli Shandia, il popolo che abita Jaya.
La cosa peggiore è che gli Shandia non si sono resi conto della natura della malattia, e continuavano a vederla come una punizione del cielo per aver in qualche modo fatto arrabbiato gli Dei. Il profeta Pantri, unico Shandia capace di parlare con gli dei, poco prima di morire ordina ai compagni che gli stanno attorno di uccidere la ragazza più bella del villaggio, Musse, affinchè col sacrificio del suo sangue, si plachi l'ira degli dei.
In quell’ istante anche Set, ragazzo del villaggio e grande amico di Calgara, si accorge di avere i sintomi della "maledizione", che si manifesta con l'apparizione di macchie scure sulla pelle; una volta presentatesi queste macchie, nessuno era mai sopravvissuto.
Intanto Musse ha accolto di buon grado la sua sorte, e anzi ha anche consolato sua madre, perchè grazie al suo sacrificio potrebbe salvare la vita a molte persone del villaggio e avrebbe l'onore di vedere il grande dio Kashi.
Noland sbarca sull'isola esattamente la notte del sacrificio. Appena sbarcati, lui e i suoi uomini si rallegrano sentendo la campana, e comprendono che l'isola non p
uò dunque essere disabitata.Si incamminano verso l'interno, imbattendosi prima in Set, e poi nel villaggio, deserto, con le case piene di moribondi.
Il capitano si rende subito conto che l'isola è devastata da un epidemia, riconoscendo che si tratta di febbre del legno, altamente contagiosa; ordina dunque a tutto l'equipaggio di assumere una dose di Chinino, un ricavato dell'albero della China, l'unico antidoto.
Noland si fa poi condurre da Set nel luogo dove si trovano tutti gli altri abitanti ancora in grado di reggersi in piedi: all'altare del sacrificio.
Si svolge proprio qui la brutale cerimonia nella quale gli Shandia offrono Musse, legata mani e piedi, al grande dio Kashi, in modo da placare il suo rancore.
 Kashi non è altro che una gigantesca anaconda, che appena nota la sua preda in bella vista sull'altare si avvicina velocemente per divorarla, mentre tutti gli altri Shandia intorno guardano la scena, invocando la misericordia del dio per i loro parenti. Solo la madre di Musse era in lacrime e disperata.
Ma all'improvviso succede qualcosa che fa gelare il sangue agli Shandia: poco prima che Kashi si avventi sulla vittima sacrificale, Noland, con un colpo di spada, gli mozza la testa e slega la ragazza, che a questo punto viene vinta dalle emozioni, e si rifugia piangendo tra le braccia del suo salvatore.
Inutile descrivere la reazione degli spettatori: essi vogliono punire l'intruso con la morte. E' proprio un Calgara inferocito che si avventa su Noland brandendo la sua lancia; quest'ultimo però nn si fa sorprendere e ribatte con la sua spada, mostrando una destrezza pari al suo avversario.
Dopo qualche scambio di colpi, Calgara getta un coltello vicino a Musse, ordinandole di uccidersi; Noland però strappa l'arma dalle mani della ragazza, e si fa sorprendere alle spalle dal guerriero, che lo trafigge senza pietà, senza danneggiare però nessun punto vitale.
Noland si rivela a questo punto più determinato che mai, e chiede agli Shandia di avere un po di tempo nel quale sarebbe riuscito a curare quello che loro credevano un flagello divino, grazie a una semplice medicina. Il capo Shandia crede alle sue parole e lo lascia libero, prendendo però in ostaggio il resto della sua ciurma, e sentenziando che se non fosse tornato entro il tramonto del giorno dopo, essi sarebbero stati tutti bruciati vivi come sacrificio per gli dei.
 La maggior parte dei guerrieri, Calgara compreso, non è d'accordo con la decisione del Capo, ma decidono di pazientare e dare un'occasione allo straniero, tenendo chiusa in gabbia sia la sua ciurma che Musse stessa.
Dopo una lunga ricerca il capitano riesce a trovare un albero della china nella foresta di Jaya, dal quale prende delle foglie utili per produrre l'antidoto.

Viene però sorpreso da un terribile terremoto, che lo fa cadere e incastrare tra 2 immense zolle di terreno, bloccato dalla cintola in giu, senza alcuna possibilità di liberarsi con le sue sole forze.
Gli Shandia interpretano il sisma come una dimostrazione della rabbia degli dei, e subito Calgara si precipita a cercare Noland, per dargli la morte che gia gli spetta. Lo trova imprigionato e se ne compiace molto, e resta per ore a osservare la sofferenza del suo nemico con una certa soddisfazione.
F
ino alle ombre della sera Calgara contempla gli spasmi del capitano nel cercare di liberarsi, non disdegnando di calciarlo in faccia quando quest'ultimo cerca di parlargli. Senza però mai arrendersi, Noland usa tutto il suo carisma e la sua perseveranza per convincere il guerriero che tutto il male che attraversa il loro villaggio è causato da una semplice, stupida e curabile epidemia; gli spiega che molti botanici come lui avevano sacrificato la loro vita per cercare un antidoto a quella e molte altre piaghe. Dopo questo discorso Calgara rimane un po' scosso e rivela che Musse, la ragazza che avrebbe dovuto sacrificare al dio, è sua figlia. Replica che a nessuno di loro piace compiere sacrifici, ma si tratta del loro dovere verso gli dei, ai quali non devono assolutamente opporsi.
Interviene in quell'istante una grossa anaconda, probabilmente il figlio del dio Kashi, che punta subito Noland per sbranarlo, ma viene ucciso da un Calgara in lacrime, che, col cuore ormai sciolto, supplica il botanico di salvare la sua gente, se veramente ne è in grado, e lo libera dalla stretta delle rocce.
La scena si sposta ora al villaggio, dove gli uomini di Noland sono stati risparmiati, mentre t
utti gli Shandia, Set compreso, vengono curati dal dottore della ciurma, e finalmente possono tornare a vivere. Calgara può riabbracciare sua figlia, mentre il suo salvatore dorme sfinito, ma contento.
Da quel giorno Noland e Calgara diventano amici per la pelle, ridono e scherzano assieme, tra feste, banchetti e battute d'esplorazione.
Il guerriero accompagna persino tutti i suoi ospiti esploratori nella leggendaria città d'oro di Shandora, al centro della quale si erge una gigantesca campana d'oro. Alla base di essa è situato un poignee griffe, per proteggere il quale 400 anni prima gli Shandia avevano combattuto a costo della vita.
Era stato proprio il suono della campana ad attirare Noland in quella terra, lo stesso suono che era adorato da Nola, un piccolo serpentello, probabilmente un altro figlio del dio Kashi.

Calgara insiste anche nell'offrire parte del tesoro a i suoi salvatori, come ringraziamento per tutto quello che hanno fatto per loro.
Ma l'atteggiamento degli Shandia cambia all'improvviso. Di colpo diventano ostili verso Noland e i suoi, e li incitano ad andarsene. Questo mutamento d'umore lascia interdetti gli esploratori, sopratutto perchè non viene fornita loro alcuna spiegazione.
Si scopre in seguito il motivo di tale atteggiamento: Noland aveva fatto disboscare una foresta considerata sacra dagli Shandia, poichè secondo le loro credenze ospitava le anime degli antenati. Ma quando Calgara scopre il motivo che ha spinto il suo vecchio amico a compiere questo atto, cioè che quegli stessi alberi erano di fatto morti e rischiavano di far tornare l'epidemia, ormai Noland con la sua ciurma è in mare aperto.
In lacrime e dispiaciuto per il suo comportamento, Calgara corre in spiaggia e urla all'esploratore che in ogni momento in cui lui vorrà tornare sarà sempre bene accetto, e la campana d'oro continuerà sempre a suonare in modo da indicargli la via.
Anche Noland scoppia in lacrime e promette al suo amico che prima o poi si rivedr
anno.
Qualche anno dopo però una parte di Jaya, quella in cui si trovava la città d'oro, assieme a tutti gli abitanti di Shandia, viene catapultata in cielo dalla Knock Up Stream, e finisce per i
ncastrarsi in un gigantesco rampicante, a 10000m d'altezza. La campana d'oro viene sbalzata via in un luogo imprecisato, e con i suoi rintocchi avvisa la gente del cielo dell'arrivo di una sterminata massa di Warth.
L'allora dio di Skypiea, molto simile a Yama, ordina ai suoi soldati di occupare l'isola, dando inizio alla centenaria lotta per il controllo di Jaya, poi rinonimata Upper Yard, e considerata
terra sacra. Gli Shandia perdono il controllo di essa, e lo stesso Calgara muore in battaglia, nell'immenso rammarico di non aver potuto mantere la promessa nei confronti di Noland, cioè di suonare la campana d'oro.
Un anno dopo Noland, ignaro di tutto ciò, accompagna il suo re, a cui aveva giurato che in quel luogo si trovava una bellissima città d'oro, a Jaya. Ciò che si trovano davanti, però, con grande stupore dell'esploratore, è soltanto una foresta.
Il re lo punisce per avergli mentito con la pena di morte, che viene eseguita in pubblico, con falsi testimoni per poterlo incastrare.
Tutta la gente presente lo schernisce come un bugiardo, accusandolo di aver raccontato soltanto un mucchio di frottole.

Termina così il FlashBack con Noland sulla forca, in lacrime, preoccupato per la sorte del suo amico; Calgara, che muore in battaglia mentre urla e incita i suoi a RIACCENDERE LA LUCE DI SHANDORA, nell'estremo tentativo di mantenere la sua promessa...
Infine, la storia di Noland viene tramandata come una favola nel Mare Settentrionale, ed è raccontata in un libro chiamato "Noland il Bugiardo".